Domenica, 10 Dicembre 2006 00:00

L’aria di Montecarlo (2006)

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Un breve commento all'articolo scritto da un giornalista italiano sulla Lugano frequentata dall'evasore e bancarottiere Lele Mora

In Ticino ha suscitato attenzione e reazioni l’articolo di Paolo Berizzi apparso il 9 dicembre sul quotidiano italiano «La Repubblica», in cui si annunciava l’insediamento a Lugano di Lele Mora, «il chiacchierato manager dello showbiz, indagato per estorsione». Il sindaco di Lugano – che secondo «La Repubblica» avrebbe dato «via libera» a Mora – ha prontamente negato ogni contatto in tal senso. Meglio così.

Se riprendiamo quell’articolo è per discutere brevemente l’immagine di Lugano che contiene: quella di «capitale finanziaria della Svizzera italiana» e di «Montecarlo del Cantone Ticino», scelta da molti personaggi illustri perché, «avendo un portafoglio adeguato, si vive decisamente bene, l’aria è pulita, il traffico digeribile». Se la definizione di capitale finanziaria è oggettiva, quella di Montecarlo sottintende invece un giudizio che probabilmente può anche inorgoglire, sotto sotto, chi effettivamente sta portando la città in quella direzione. A noi invece fa rabbrividire, ma limitiamoci qui a constatare che questa è ormai un’immagine consolidata della città.

A stupire è la persistenza – nell’immaginario italiano – di una città dall’aria salubre, dal traffico «digeribile». Indubbiamente i giornalisti italiani vedono le montagne sullo sfondo e non leggono i dati sull’inquinamento. Altrimenti saprebbero che la Montecarlo del Cantone Ticino è anche tra le città più inquinate della Svizzera e che la sua aria non è più respirabile di quella di altre città lombarde. Quanto alla «digeribilità» del traffico, evidentemente dipende dagli stomaci: quello di Paolo Berizzi non è il nostro.

Per i Verdi di Lugano, Danilo Baratti

(L’aria di Montecarlo, «Corriere del Ticino», 28 dicembre 2006, p. 37 – L’aria di Lugano-Montecarlo, «La Regione Ticino», 30 dicembre 2006, p. 14).