Martedì, 15 Aprile 2008 00:00

Estinzione e riscaldamento (2008)

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In vista delle elezioni liberali e PPD si mostrano un po' verdi

Estinzione e riscaldamento

Se un verde butta lì questi due termini – estinzione e riscaldamento ­– è facile fare due più due: vorrà parlare dell’estinzione di specie viventi a causa del surriscaldamento climatico. Invece no. Voglio parlare dell’estinzione dei verdi stessi e del frequente riscaldamento, o della rifrittura, delle loro idee e delle loro proposte.

Una bella frase dice: «i verdi lavorano per la propria estinzione», il che è vero perché al centro della loro visione del mondo (o almeno della corrente in cui mi posso identificare) non c’è un progetto di presa del potere ma un’idea di trasformazione sociale che passa per altre strade; non devono dunque sopravvivere a tutti i costi, autoperpetuarsi per mantenere porzioni di potere politico. Una volta affermatasi nella società l’idea che per trovare un’armonia tra uomo e natura e tra uomo e uomo bisogna abbandonare il mito della crescita economica, la cultura del profitto, lo stile di vita energivoro e consumistico, i verdi possono anche scomparire.

Se diamo pieno credito ai messaggi (manifesti, programmi, interventi) che proliferano a Lugano in questi giorni pre-elettorali, l’estinzione dei verdi dev’essere, se non imminente, almeno vicina. Quasi tutti (meno UDC e Lega) sembrano battersi per la protezione dell’ambiente, per una città vivibile, per l’aria pulita, per la mobilità lenta (nei manifesti l’intera lista pipidina per il Municipio pedala felice su un biciclettone a sette selle). In campo liberale a cavalcare l’onda verde è soprattutto l’onorevole Roberto Badaracco, che a meno di un mese dalle elezioni ha presentato un’interpellanza «Per uno sviluppo comunale sostenibile ed armonioso», chiedendo tra l’altro al Municipio se «è sensibile alla tematica dello sviluppo sostenibile» e se non vuole adottare lo strumento denominato «Fattore 21» elaborato da Svizzera energia. Domande sostanzialmente simili a quelle che i consiglieri comunali verdi hanno esposto nella loro prima interpellanza dell’8 luglio 2004 e rilanciato il 25 gennaio 2007. Immaginando i prossimi passi dell’onorevole Badaracco, già sulla buona strada, e pensando ai gioviali ciclisti azzurri, senza dimenticare gli altri verdeggianti, verrebbe voglia di brindare alla nostra estinzione. Ma forse è meglio non affrettarsi, aspettare un po’ e vedere come si muoveranno nel prossimo quadriennio questi politici così sensibili. Li terremo d’occhio attentamente (ma intanto dateci il voto che ci permetta di farlo). 

Danilo Baratti, i Verdi di Lugano

(Estinzione e riscaldamento, «Corriere del Ticino», 15 aprile 2008, p. 16)