Lunedì, 16 Maggio 2016 15:46

7 mesi dopo (va meglio) (2016)

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Sul riassestamento in casa verde

Sette mesi dopo (va meglio)

Sono passati sette mesi da quando, all’inizio di novembre 2015 abbiamo formalizzato, con il nome di Orizzonte verde, l’esistenza di un gruppo di verdi ed ex-verdi che si riunisce periodicamente fin dalla primavera del 2014. Sulle ragioni rimandiamo a quanto abbiamo scritto allora. Ricordiamo solo che nel novembre scorso la situazione dei Verdi del Ticino era particolarmente intricata, sull’orlo una crisi drammatica: nei due anni precedenti si era affermata la svolta populistica avviata da Sergio Savoia. Pur assecondata da buona parte del partito, ma non dal nostro gruppo, quella strategia, insieme al dirigismo del coordinatore, aveva prodotto tensioni, disaffezione e defezioni. Poi erano arrivate le elezioni cantonali di aprile (abbastanza disastrose), le federali (ancora peggio), le dimissioni di Savoia da coordinatore, la costituzione dell’associazione «Noi» – potenzialmente secessionista – da parte di Savoia e di persone a lui vicine. In quel contesto Orizzonte verde, dandosi forma pubblica, da un lato voleva mostrare che c’erano verdi, dentro e fuori il partito, risolutamente contrari a quella svolta politica, dall’altro intendeva, come qualcuno aveva detto, metter lì una sorta di “scialuppa di salvataggio” da cui ripartire nel caso in cui la situazione fosse definitivamente precipitata.

Le cose sono poi andate pian piano riassestandosi. A fine novembre Michela Delcò è stata nominata coordinatrice cantonale, si è in parte rinnovato il comitato cantonale, il partito dei Verdi ha cominciato a muoversi e posizionarsi in modo diverso, anche se la presenza in parlamento di alcuni membri di «Noi» ha continuato a creare problemi.

Le elezioni comunali del 10 aprile 2016 hanno costituito un momento di ripresa, non solo in termini di risultati ma soprattutto per una presenza dei Verdi politicamente più dignitosa. Elezioni che hanno visto anche varie persone legate a Orizzonte verde – che non avevano più votato per quel partito – di nuovo in lista, o come verdi o come indipendenti in liste verdi.

Il nostro gruppo in questi mesi non si è mosso tanto sul piano dell’organizzazione di azioni plateali, né su quello delle prese di posizione pubbliche. Ha lavorato invece in modo discreto, contribuendo a creare condizioni favorevoli per l’uscita dall’«Era Savoia» (anche se molto in questo senso ha fatto Savoia stesso). 

A Lugano, in una situazione impantanata, particolarmente difficile, la nascita risolutiva della nuova sezione dei Verdi è stata possibile grazie al precedente lavoro comune nell’ambito di Orizzonte verde (tre dei quattro fondatori della sezione avevano partecipato alle nostre riunioni), e alla certezza di avere intorno altre persone competenti, sempre del gruppo, su cui poter contare. Questa dinamica positiva è poi stata rafforzata dal sostegno ricevuto dalla coordinatrice e dal comitato cantonale. Così quel che sembrava quasi un miraggio, la riconferma del gruppo verde in consiglio comunale, è una realtà.

Vista l’evoluzione tendenzialmente positiva nel campo politico ecologista, e anche per le energie limitate e gli impegni che ognuno ha, in questo momento Orizzonte verde non intende portare avanti una propria azione politica sistematica e costante. Continuerà a essere una rete di persone che si attiva in determinati momenti, quando ne sente l’esigenza, e soprattutto un luogo di scambio di informazioni e di idee, non in contrapposizione ai Verdi (di cui peraltro alcuni di noi fanno parte) ma con quello sguardo critico che l’ha caratterizzato fin qui.

Maggio 2016

(pubblicato su www.orizzonteverde.ch, sito non più attivo)